Valore nutrizionale

Il valore nutritivo della carne si può sintetizzare in due aspetti fondamentali: da un lato la presenza di proteine (complete come composizione in amminoacidi essenziali), dall’altro l’alta concentrazione di micronutrienti da sempre ritenuti essenziali per la crescita e lo sviluppo dell’uomo.

Moderazione è meglio

Un consumo moderato di carne resta uno dei pilastri di una corretta dieta alimentare. Secondo la biologa nutrizionista Elisabetta Bernardi, “siamo individui onnivori. Secondo le linee guida per una sana alimentazione e per salvaguardare l’ambiente è bene consumare la carne da uno a tre volte a settimana. Questo fabbisogno poi aumenta nel caso di adolescenti, di persone che praticano sport o, ad esempio, di donne in gravidanza”.

Molte vitamine del gruppo B, fondamentali per la crescita, si trovano solo nella carne, che è anche fonte primaria di sali minerali come ferro, potassio, zinco e fosforo.

Qualità e varietà

L’aspetto più importante è mantenere un consumo variegato. “In generale – spiega Bernardi – come per tutte le cose, è bene variare tra carne rossa, bianca e salumi. Una cosa importante sono i metodi di cottura, perché si è visto che la cottura a fiamma viva, nel barbecue, è da evitare perché si generano dei composti che sono potenzialmente molto nocivi. Meglio prediligere stufati, bolliti o, ed esempio, brasati”.